DFF12: la sfida internazionale che parte da Ceccano

Un coniglio seduto davanti a uno schermo intento a leggere inquietanti notizie di cronaca.

Un bambino che gioca sul palco durante un’intervista.

Un’attrice canadese che, nonostante venga da una città incantevole e abbia recitato con Jonathan Rhys-Meyers e Peter O’Toole, ti ringrazia ogni volta che ti incontra per averle dato la possibilità di venire in Italia.

Due cineasti dell’Isola di Man che si fanno una notte in aeroporto, dopo un volo cancellato, pur di venire a Ceccano a tenere un workshop di regia in maniera del tutto gratuita.

Sono queste quattro istantanee a delineare quella che è stata per noi la più bella edizione del festival.

Quella più difficile, più lunga, più intensa, più sfibrante, ma al tempo stesso quella più vera e che ci resterà scolpita negli occhi e nel cuore.

Poter proporre in una piccola città come Ceccano, lontana da tutto ormai, un cartellone così ricco di opere di qualità provenienti da ogni angolo del mondo è diventata per noi una sfida imprescindibile.

Sono davvero poche le kermesse a basso costo, e gratuite per il pubblico, capaci di offrire un programma capace di far ridere, piangere, riflettere, arrabbiarsi, con cortometraggi che durano pochi minuti.

Questo progetto, avviato 11 mesi fa, è un piccolo gioiello cui lavorano senza sosta oltre 50 volontari tra i 18 e i 40 anni, tutti provenienti da Ceccano e dai paesi limitrofi.

La spinta propulsiva che siamo riusciti a generare ha trascinato tutti, dai donatori della campagna di crowdfunding agli sponsor privati, dall’Amministrazione comunale ai gestori dei locali che ci hanno offerto spazio e visibilità allargando la cerchia di persone che conosce il festival. Per questo il successo di questa dodicesima edizione, più che sui numeri (a parte quelli del concorso è bene ricordare che sono stati investiti a favore degli esercenti locali quasi settemila euro), è da andare a guardare nei volti dei volontari, degli ospiti, del pubblico, di tutti quelli che abbiamo incontrato nel nostro cammino e si sono spesi per consentirci di portare avanti questo discorso da folli di avere a Ceccano, profonda Ciociaria, un festival internazionale di cinema.

Nominare uno ad uno tutte le persone che ci hanno aiutato sarebbe davvero troppo e rischieremmo di dimenticarci di qualcuno.

Per questo scegliamo di nominare solo una persona che, per la prima volta, non ha potuto aiutarci: Mauro Scarsella.

Mauro è uno di noi, uno che c’è sempre stato, uno che risolve problemi, uno cui auguriamo di tornare presto in ufficio perché non vediamo l’ora di tornare a chiamarlo tredici volte al giorno.

Vi lasciamo con una promessa: se il DFF12 vi ha sorpreso, il DFF13 vi stupirà.

A rabbit sitting befor a screen, while reading disturbing news

A kid playing on the stage during an interview.

A Canadian actress who’s so grateful she was given the chance to come to Italy, even though she not only comes from a beautiful city, but who’s also worked with Jonathan Rhys-Meyers e Peter O’Toole.

Two film-makers from the Isle of Man who have slept at the airport after their flight was canceled, just to be in Ceccano to teach direction for free at a workshop.

These are the four pictures that better illustrate what we think was the best edition of the festival; the hardest, the longest, the harshest, the most tiring, but at the same time the most authentic, forever carved in our heart and soul.

Being able to offer such a valuable and rich list of works, is for us an amazing challenge, moreover in a small town like Ceccano.

Just a few are the low-budget festivals – who are also free to the public – able to offer a programming that could make you laugh, cry, think, get angry, with really short short movies.
This project – started 11 months ago – it’s a small but bright gem, on which more than 50 volunteers, coming from Ceccano and other towns of the area, work relentlessly.

The enthusiasm felt by these people – all between the ages of 18 and 40 – dragged the donors of the crowdfunding campaign, the city hall council, and the owner of bars and restaurants to help us in advertising the festival; this is probably the reason why this edition of the festival was a success, economically, socially and internationally, even though it’s held in such a remote place.

Naming one by one all the people who helped us would be incredibly hard, for we received support from so many.

This is why we want to name just a person who couldn’t help us this year for the first time: Mauro Scarsella.
Mauro is one of us, one who solves problems, one who we hope will be able to be with us again soon, just to able to call him 13 times a day.

We leave you with a promise: if DFF12 surprised you, DFF13 will astonish you.

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