Prometeo: stasera anteprima al #DFF11

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Prometeo è la web series nata dalla mente di Alessandro Ciotoli e prodotta dall’associazione Indiegesta, con la collaborazione degli allievi della Dieciminuti Academy.

È un progetto che ha radici salde nell’idee innovative di Alessandro e nelle competenze di tutti coloro che ne hanno permesso la realizzazione.

Stasera sullo schermo dell’Antares all’interno della Sezione Esplorazioni avranno la possibilità di vedere la serie completa.

Per questa occasione abbiamo fatto qualche domanda al regista.

Da cosa è nata l’idea e perché così tanta voglia di serialità?

L’idea è nata nell’estate del 2011. Il fenomeno delle serie tv era già esploso da qualche anno e decisi di misurarmi con un progetto semplice ma al tempo stesso stimolante. Scrivere per un corto e scrivere una serie sono due cose completamente differenti. La serie ti permette di entrare più a fondo sui personaggi e ti consente di sviluppare meglio delle sottotrame che catturino l’attenzione dello spettatore. E’ un’esperienza da ripetere senza dubbio.

 

La realizzazione come quando e perché?

Ci sono voluti due anni per arrivare al primo ciak e poi un altro anno prima di finire le riprese. Poi quasi un anno e mezzo per finire la post-produzione, sembrano i tempi di un kolossal hollywoodiano ma è la nostra realtà. Nel mezzo ci è successo di tutto. Però devo riconoscere che nonostante il concept sia stato ideato ormai 5 anni fa il messaggio è rimasto forte e a livello narrativo lo sviluppo non ha perso nulla. Alla lavorazione hanno preso parte praticamente tutti gli allievi dei vari corsi di cinema della Dieciminuti Academy, chi nella troupe chi anche come attore. Le persone coinvolte sono state quasi 40 in appena un mese effettivo di riprese, questo avrebbe potuto aumentare le difficoltà, invece a mio avviso hanno reso la serie meno intima rispetto alla sceneggiatura e più collegiale.

Perché questo progetto dovrebbe emergere tra le tantissime serie web?

Sarebbe inutile dire che questa serie emergerà perché è diversa dalle altre. In parte lo è e in parte no. Non è una commedia, quindi già questo ci toglierà dei potenziali spettatori, non è neppure un thriller nel senso più pieno del termine. E’ una storia che parte da uno spunto primordiale come la creazione della vita, costi quel che costi, e che lascia riflettere su quanto poco autonome siano le nostre vite nel ventunesimo secolo.

How did you came up with the idea and why a series?

I’ve got the idea in the summer of 2011. The TV Series phenomenon already was in full effect and I decided to try my hand at a simple yet exciting project. Writing a short movie and writing a series are two completely different things. A series lets you delve deeper into the characters’ personality and also create some subplots that can keep the audience entertained. It surely is something I want to do again.

The making of: how, when and why?

Two years were needed before getting to the first “Lights, camera, action!”, another one to finish shooting and then another year and a half for post-production. Seems like an hollywood movie but this is our reality, everything happened in the meantime. But I feel like the concept, even though it was developed 5 years ago, still remains strong and on a narrative layer nothing was lost. The crew was made up of almost all of the pupils of the various cinema workshops of the Dieciminuti Academy, and some of them also acted. The total number amounts to 40 for a month of shooting time, which could have proven to be a nuisance but instead they made the series less intimate compared to the script and more amicable.

Why should this project stand out from all the others web series?

It’d be of no use to say that it will stand out because it’s different. In some regards it is, in some it is not. It is not a comedy and that already cuts out some potential audience, and it isn’t a thriller in the full meaning of the term. It’s a story with a primordial prompt, the creation of life whatever it takes, and that makes you reflect on how little autonomy there is in our lives in the 21th century.

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